La storia

Nell’immediato dopoguerra cominciarono a riversarsi nelle grandi città milioni di profughi bisognosi di tutto; Monsignor Carroll-Abbing si adoperò allora per creare mense per i poveri, centri di assistenza sanitaria, dispensari per la distribuzione gratuita di medicine, centri provvisori di accoglienza per i giovani senza famiglia. Animato fin da subito dal desiderio di occuparsi della gioventù più bisognosa, egli cominciò ad attrezzare, in uno scantinato vicino alla Stazione Termini, un alloggio per i ragazzi di strada, che durante la giornata si adoperavano per racimolare quel che potevano lucidando scarpe e aiutando i viaggiatori.
Fu allora che Monsignore venne battezzato dalla stampa “il Monsignore degli Sciuscià”.
Nell’angusto locale di Via Varese Monsignore venne colpito da una grave forma di polmonite che lo tenne in ospedale per più di un mese, durante il quale fece il sogno poi fissato nel suo famoso testo “Sognai la futura Città dei Ragazzi”. Tornato nello scantinato assieme ai suoi ragazzi, l’instancabile sacerdote cominciò ad affidare a ognuno di loro un preciso compito, per il quale venne istituita una ricompensa. La moneta, rappresentata da noccioli di pesche e albicocche, veniva poi riconvertita in moneta italiana: nacque allora l’Autogoverno.
Nel 1945 Monsignor Carroll-Abbing fondò insieme a Don Antonio Rivolta la “Repubblica dei Ragazzi di Civitavecchia”, dove si sviluppò ulteriormente il sistema dell’Autogoverno. I noccioli delle pesche e delle albicocche vennero sostituiti dai “meriti”, monete appositamente disegnate e coniate.
Nel 1953 Monsignore decise di fondare un’altra Comunità per giovani bisognosi, più vicina a Roma. Egli acquistò, così, una landa di terreno in Via della Pisana, due chilometri fuori del Grande Raccordo Anulare, ed il 6 ottobre 1953 venne posta la prima pietra della futura “Città dei Ragazzi di Roma”, dove Monsignore passerà il resto della sua vita.
Il sistema dell’Autogoverno venne trasferito alla Città dei Ragazzi, con l’unica differenza che qui saranno gli “Scudi” e non più i “Meriti” a regolare la vita cittadina.

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